venerdì 3 gennaio 2014
l'orlo
La donna è a perfezione.
Il suo morto
Corpo ha il sorriso del compimento,
un'illusione di greca necessità
scorre lungo i drappeggi della sua toga,
i suoi nudi
piedi sembran dire:
abbiamo tanto camminato, è finita.
Si sono rannicchiati i morti infanti ciascuno
come un bianco serpente a una delle due piccole
tazze del latte, ora vuote.
Lei li ha riavvolti
Dentro il suo corpo come petali
di una rosa richiusa quando il giardino
s'intorpidisce e sanguinano odori
dalle dolci, profonde gole del fiore della notte.
Niente di cui rattristarsi ha la luna
che guarda dal suo cappuccio d'osso.
A certe cose è ormai abituata.
Crepitano, si tendono le sue macchie nere.
-Sylvia Plath
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-20125?f=a:3701>
mercoledì 1 gennaio 2014
venerdì 27 dicembre 2013
semplificare è difficile
Complicare è facile,
semplificare è difficile.
Per complicare basta aggiungere,
tutto quello che si vuole:
colori, forme, azioni, decorazioni,
personaggi, ambienti pieni di cose.
[…] Per semplificare bisogna togliere,
e per togliere bisogna sapere che cosa togliere,
[…] Togliere invece che aggiungere
vuol dire riconoscere l’essenza delle cose
e comunicarle nella loro essenzialità.
Questo processo porta fuori dal tempo e dalle mode....
La semplificazione è il segno dell’intelligenza.
- Bruno Munari
mercoledì 25 dicembre 2013
A cosa serve l’amore?
– A cosa serve l’amore?
Si raccontano sempre
Delle storie insensate.
A cosa serve amare?
– L’amore non si spiega!
È una cosa così
Che viene non si sa da dove
E vi prende all’improvviso.
– Io ho sentito dire
Che l’amore fa soffrire,
Che l’amore fa piangere.
A cosa serve amare?
– L’amore a cosa serve?
A darci della gioia
Con le lacrime agli occhi
È triste e meraviglioso!
– Eppure si dice spesso
Che l’amore è deludente
Che ce n’è uno su due
Che non è mai felice
– Anche quando lo si è perduto
L’amore che si è conosciuto
Vi lascia un sapore di miele.
L’amore è eterno!
– Tutto questo è molto bello,
Ma quando tutto è finito
Non vi resta nient’altro
Che un immenso dispiacere.
– Tutto ciò che ora
Ti sembra straziante,
Domani, sarà per te
Un ricordo di gioia!
– In conclusione, se ho capito,
Senza l’amore nella vita,
Senza le sue gioie, senza i suoi dolori,
Si è vissuto per niente?
– Ma sì! Guarda me!
Ogni volta ci credo
E ci crederò sempre!
A questo serve, l’amore!
Ma tu, tu sei l’ultimo!
Ma tu, tu sei il primo!
Prima di te non c’era niente!
Con te sto bene!
Sei tu quello che volevo!
Sei tu quello di cui avevo bisogno!
Tu, che io amerò per sempre
A questo serve, l’amore!
venerdì 20 dicembre 2013
All'amata
All'amata
Se leggi questi versi
dimentica la mano che li scrisse:
t'amo a tal punto
che non vorrei restar
nei tuoi dolci pensieri,
se il pensare a me
ti facesse soffrire.
- William Shakespeare
martedì 17 dicembre 2013
occhi spietati
"Ha gli occhi spietati di chi è amato sopra ogni cosa"- Elias Canettida PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/amore/frase-99334?f=a:1065>"
domenica 8 dicembre 2013
mercoledì 4 dicembre 2013
Gurdjieff
"il sesso è la nostra principale fonte di schiavitù ma anche la nostra principale possibilità di liberazione" - George Ivanovitch Gurdjieff
martedì 3 dicembre 2013
sabato 30 novembre 2013
Lilith
“ Se tu avessi letto bene la Bibbia, ricorderesti che la faccenda della creazione della donna è raccontata due volte, in due modi diversi: ma già, a voialtri vi insegnano un po’ di ebraico a tredici anni, e poi finito… Si, è raccontata due volte, ma la seconda non è che il commento della prima (…) nel primo racconto sta solo scritto “Dio li creò maschio e femmina”: vuol dire che li ha creati uguali, con la stessa polvere. Invece, nella pagina dopo, si racconta che Dio forma Adamo, poi pensa che non è bene che l’uomo sia solo, gli toglie una costola e con la costola fabbrica una donna… c’è chi crede che non solo le due storie, ma anche le due donne siano diverse, e che la prima non fosse Eva, la costola d’uomo, ma fosse invece Lilith. Ora, la storia di Eva è scritta, e la sanno tutti; la storia di Lilith invece si racconta soltanto.
La prima storia è che il Signore non solo li fece uguali, ma con l’argilla fece una sola forma, anzi un Golem, una forma senza forma. Era una figura con due schiene, cioè l’uomo e la donna già congiunti; poi li separò con un taglio, ma erano smaniosi di ricongiungersi, e subito Adamo volle che Lilith si coricasse in terra. Lilith non volle saperne: perché io di sotto? Non siamo forse uguali, due metà della stessa pasta? Adamo cercò di costringerla, ma erano uguali anche di forze e non riuscì, e allora chiese aiuto a Dio: era maschio anche lui, e gli avrebbe dato ragione. Infatti gli diede ragione, ma Lilith si ribellò: o diritti uguali, o niente; e siccome i due maschi insistevano, bestemmiò il nome del Signore, diventò una diavolessa, partì in volo come una freccia, e andò a stabilirsi in fondo al mare. C’è anzi chi pretende di saperne di più, e racconta che Lilith abita precisamente nel Mar Rosso, ma tutte le notti si leva in volo, gira per il mondo, fruscia contro i vetri delle case dove ci sono dei bambini appena nati e cerca di soffocarli. Bisogna stare attenti; se lei entra, la si acchiappa sotto una scodella capovolta, e non può più fare danno.
Altre volte entra in corpo a un uomo, e l’uomo diventa spiritato; allora il miglior rimedio è di portarlo davanti a un notaio o a un tribunale rabbinico, e fare stendere un atto in debita forma in cui l’uomo dichiara che vuole ripudiare la diavolessa. (…) Poi c’è la storia del seme. È golosa di seme d’uomo, e sta sempre in agguato dove il seme può andare sparso: specialmente fra le lenzuola. Tutto il seme che non va a finire nella matrice della moglie è suo: tutto il seme che ogni uomo ha sprecato nella sua vita per sogni o vizio o adulterio.
Perché ridi? Certo che non ci credo, ma queste storie mi piace raccontarle, mi piaceva quando le raccontavano a me, e mi dispiacerebbe se andassero perdute. Del resto, non ti garantisco di non averci aggiunto qualcosa anch’io: e forse tutti quelli che le raccontano ci aggiungono qualche cosa, e le storie nascono cosi.”
- Primo Levi
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Call me (call me) on the line Call me, call me any, anytime Call me (call me) I'll arrive You can call me any day or night Call ...
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"Noi vogliamo, per quel fuoco che ci arde nel cervello, tuffarci nell’abisso, Inferno o Cielo, non importa. Giù nell’Ignoto per trova...










