mercoledì 12 dicembre 2012

cose sconosciute




"Ho imparato che in fatto di sesso certe cose sono belle perché sconosciute. E, con la fortuna che mi ritrovo, probabilmente resteranno sempre tali, per me" - Woody Allen

chiama le cose col loro nome...



"Dare un nome alle cose è la grande e seria consolazione concessa agli umani" - Elias Canetti

lunedì 10 dicembre 2012

equivoci




"La madre di tutti gli equivoci è pensare che questo mondo sia fatto per viverci" - Giovanni Soriano

sabato 8 dicembre 2012

One more red nightmare



Pan American nightmare
Ten thousand feet fun-fair
Convinced that I don't care
It's safe as houses I swear
I was just sitting musing

The virtues of cruising
When altitude dropping
My ears started popping
One more red nightmare

Sweat beginning to pour down
My neck as I turn round
I heard fortune shouting
Just get off of this outing

A farewell swan song
See you know how turbulence can be
The stewardess made me (*see note*)
One more red nightmare

Reality stirred me
My angel had heard me
The prayer had been answered
A reprieve has been granted

The dream was now broken
Thought rudely awoken
Really safe and sound
Asleep on the Greyhound
One more red nightmare

- King Crimson

In the court of the crimson king





The rusted chains of prison moons
Are shattered by the sun.
I walk a road, horizons change
The tournament's begun.
The purple piper plays his tune,
The choir softly sing;
Three lullabies in an ancient tongue,
For the court of the crimson king.

The keeper of the city keys
Puts shutters on the dreams.
I wait outside the pilgrim's door
With insufficient schemes.
The black queen chants the funeral march,
The cracked brass bells will ring;
To summon back the fire witch
To the court of the crimson king.

The gardener plants an evergreen
Whilst trampling on a flower.
I chase the wind of a prism ship
To taste the sweet and sour.
The pattern juggler lifts his hand;
The orchestra begin;
As slowly turns the grinding wheel
In the court of the crimson king.

On soft grey mornings widows cry,
The wise men share a joke.
I run to grasp divining signs
To satisfy the hoax.
The yellow jester does not play
But gently pulls the strings
And smiles as the puppets dance
In the court of the crimson king.

- Pete Sinfield

giovedì 6 dicembre 2012

lucky man


He had white horses
And ladies by the score
All dressed in satin
And waiting by the door
Oooh, what a lucky man he was
Oooh, what a lucky man he was
White lace and feathers
They made up his bed
Gold covered mattress
On which he was laid
Oooh, what a lucky man he was
Oooh, what a lucky man he was
Aaaah, aaaah, aaaah, aaaah
Aaaah, aaaah, aaaah, aaaah
Aaaah, aaaah, aaaah, aaaah
Aaaah, aaaah, aaaah, aaaah
He went to fight wars
For his country and his king
Of his honor and glory
The people would sing
Oooh, what a lucky man he was
Oooh, what a lucky man he was
A bullet had found him
His blood ran as he cried
No money could save him
So he laid down and he died
Oooh, what a lucky man he was
Oooh, what a lucky man he was

- Greg lake

lunedì 3 dicembre 2012

Niente da nascondere





Niente da nascondere
Un film di Michael Haneke. Con Juliette Binoche, Daniel Auteuil, Annie Girardot

Tutto inizia dall'immagine di una strada, una mattina qualunque. L'inquadratura è fissa: qualche persona cammina, passa una bicicletta, un uomo esce di casa. Stop, rewind e inizia il mistero. L'immagine è quella di un videoregistratore: una coppia (Daniel Auteil e Juliette Binoche) trova sulla porta, come in Strade perdute di Lynch, misteriose cassette che ne ritraggono la vita privata. Poi arrivano inquietanti disegni, telefonate, strani avvertimenti e il segreto nascosto (caché) inizia ad emergere: l'infanzia del protagonista è tragicamente legata a quella di un algerino figlio dei domestici di casa. Ma il mistero resta tale, anzi si tramanda fra le nuove generazioni: i figli dei due uomini si incontrano mentre la macchina da presa, non vista (cachè), continua a riprendere.
Caché, presentato a Cannes 2005 e nella rosa dei più vicini alla Palma d'oro, come tutti i film di Michael Haneke non lascia indifferenti. La storia, costruita come un thriller appassionante e criptico, riflette sui temi della verità, della colpa e del voyeurismo. In fondo la posizione dello spettatore, unico testimone di tutte le vicende, si identifica con quella del personaggio, ignoto ma onnisciente, che spia la vita della famiglia. L'ambiguità, marchio di stile del regista tedesco, domina la pellicola e i personaggi sono tutti potenzialmente autori del dramma che si consuma ai danni di loro stessi e degli altri.

domenica 2 dicembre 2012

Colore



"Il colore è un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde" - Vasilij Kandinskij

Legata A Un Granello Di Sabbia



Mi vuoi lasciare, tu vuoi fuggire
ma sola al buio tu poi mi chiamerai.

Ti voglio cullare, cullare
posandoti su un'onda del mare, del mare
legandoti a un granello di sabbia
così tu nella nebbia più fuggir non potrai
e accanto a me tu resterai.

Ti voglio tenere, tenere
legata con un raggio di sole, di sole
così col tuo calore la nebbia svanirà
e il tuo cuore riscaldarsi potrà
e mai più freddo sentirai.

Ma tu, tu fuggirai
e nella notte ti perderai
e sola, sola
sola nel buio
mi chiamerai.

Ti voglio cullare, cullare
posandoti su un onda del mare, del mare
legandoti a un granello di sabbia
così tu nella nebbia più fuggir non potrai
e accanto a me tu resterai.

Ti voglio tenere, tenere
legata con un raggio di sole, di sole
così col suo calore la nebbia svanirà
e il tuo cuore riscaldarsi potrà
e mai più freddo sentirà.

Ma tu, tu fuggirai
e nella notte ti perderai
e sola, sola
sola nel buio
mi chiamerai.

Ti voglio cullare, cullare
posandoti su un onda del mare,del mare
legandoti a un granello di sabbia
così tu nella nebbia più fuggir non potrai
e accanto a me tu resterai,
ai iai iai iai,
ai iai iai iai iai.

- Fidenco e Marchetti

venerdì 30 novembre 2012

il divano



"Un buon divano è spesso ciò che c'è di più efficace per imbastire una conversazione" - Pierre Dac