sabato 23 giugno 2012

boiling balcony


"difesa migliore che usbergo o scudo, è la santa innocenza al petto ignudo" - Torquato Tasso

Erotic Hotel





"I giochi erotici rivelano un mondo innominabile che il linguaggio notturno degli amanti rende palese. Un tale linguaggio non si scrive. Lo si sussurra di notte in un orecchio, con voce arrochita. All'alba, lo si dimentica" - Jean Genet, Diario del ladro, 1949

giovedì 21 giugno 2012

mercoledì 20 giugno 2012

donne e donne





"Nella vita di un uomo l'amore è una cosa a parte. Per una donna è l'intera esistenza" - George Gordon Byron

lunedì 18 giugno 2012

aspettando Godard


"L'arte è ciò che vi permette di voltarvi indietro e di rivedere Sodoma e Gomorra senza morire" - Jean-Luc Godard

domenica 17 giugno 2012

poesia notturna









Come è bello seguirti
o giovine che ondeggi
calmo nella città notturna.
Se ti fernú in un angolo, lontano
io resterò, lontano
dalla tua pace, - o ardente
solitudine mia.


Sandro Penna
Una strana gioia di vivere [1949-1955]

il mare



specchiarsi nello sconfinato

Cocteau




"Il mistero non esiste che nelle cose precise" - Jean Cocteau

sabato 16 giugno 2012

Domenica a Praga



“Tutto ciò rendeva Praga, nella sua meravigliosa bellezza, una città piena di incanti e di spettri, e faceva di essa il simbolo dei vuoti e delle ombre della vita e soprattutto della nostalgia per tutto ciò che ad essa manca”.
“Tutto ciò ne ha fatto la città per eccellenza dello spaesamento, dello sradicamento, della perdita, tanto più sentiti quanto più tenace e vitale è l’attaccamento al vicolo, alla bettola, al piccolo dettaglio amato che balena nell’incubo e nel delirio del sogno”.

C. Magris, Fortune e sfortune di un trittico. Una storia quasi praghese, in: J. Urzidil, Trittico praghese, Milano, Adelphi, 1993, p. 226, 228

Dalì




"Il meno che si possa chiedere a una scultura è che stia ferma"
Salvador Dalì, I cornuti della vecchia arte moderna, 1956

amor vano



Per lei assai di lieve si comprende
quanto in femmina foco d'amor dura,
se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.

Dante Alighieri